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Ho un giocattolo nuovo!!
No.. non è un palmare, nè l'ultimo smartphone Nokia.. no...
E' il nuovo webserver, un HP ProLiant DL380, che dovrebbe sostituire l'ormai rantolante PaRaNoia, il quale altro non è che un PiCcione promosso a server che svolge, ligio al dovere, il proprio lavoro da circa un anno e mezzo, senza sosta alcuna.
Il pachiderma (lo chiamerò così fintanto che non troverò un nome adatto) mi è stato consegnato ieri in uno scatolo enorme. In tre cerchiamo di scartarlo e di poggiarlo sulla mia scrivania (pesa 20Kg) e ci adoperiamo per collegare tutta la cavetteria.
Ok, parte il conto alla rovescia. L'atmosfera è rovente, tutti ansimano per paura che qualcosa vada storto (avendo aspettato 2 mesi per il suo arrivo, immaginate quanto tempo servirebbe a rimandarlo in assistenza e riottenerlo indietro).
Tre... due... uno... Ignition!! Hu.. ch'è? "Non s'appiccia", sento mormorare dai colleghi...
Riprovo, tenendo premuto il pulsante d'accensione più a lungo... d'improvviso un frastuono assordante parte da quell'aggeggio infernale e l'onda d'urto mi spinge 3 metri più indietro... sembrava d'aver messo in moto il motore di un boeing 747... spaventoso.
Mi avvicino timidamente e noto che c'è Winblows server 2003 preinstallato.. avevo chiesto Linux, dannazione. Vabè.. chiedo al capo di passarmi i CD per lo spianamento.
"Non ci sono"... "Come non ci sono?!"... "Arrivano domani, dicono." -.-
E' un pò come comprare una macchina, averla in consegna ma SENZA CHIAVI (o, meglio, con le chiavi di un'altra macchina)... una sola, praticamente.
PaRaNoia, la pensione può attendere.
Ieri sera non vedevo l'ora di tornare a casa. Avevo appena finito di mandar giù l'ultimo Jack Daniel's e mi sentivo addosso uno stato febbricidante, probabilmente dovuto al martirio personale che mi porto ostinatamente dietro. Entro in macchina e bestemmio fra me e me in quindici lingue per un lampo di dolore proveniente dal martirio. Borbottando accendo l'autoradio e mi dirigo verso casa. Il tempo che linux completasse il boot nel music keg ed è partita Gravity degli A Perfect Circle. E' difficile descrivere ciò che è accaduto subito dopo... avete presente quando un pezzo vi coinvolge a tal punto da farvi sentire parte di esso? Quando riuscite addirittura a vedere le parole della canzone scorrere evanescenti davanti ai vostri occhi?..
Era come se io stessi chiaramente pensando ciò che il pezzo raccontava o, meglio ancora, come se fosse il pezzo ad adoperarsi per chiarire i miei pensieri, come una sorta di rivelazione... magnifico.
Lost again
Broken and weary
Unable to find my way
Tail in hand
Dizzy and clearly unable to
Just let this go
I am surrendering to the gravity and the unknown
Catch me heal me lift me back up to the sun
I choose to live
I fell again
Like a baby unable to stand on my own
Tail in hand
Dizzy and clearly unable to just this go
High and surrendering to the gravity and the unknown
Catch me heal me lift me back up to the sun
I choose to live, I choose to live, I choose to live
Catch me heal me lift me back up to the sun
Help me survive the bottom
Calm these hands before they
Snare another pill and
Drive another nail down another
Meaty hole please release me
I am surrendering to the gravity and the unknown
Catch me heal me lift me back up to the sun
I choose to live, I choose to live
Gravity - A Perfect Circle
Navigando a zonzo in attesa della sirena bitonale che segnala l'orario d'uscita dal lavoro, mi sono imbattuto in un test che pretende di comparare la personalità dell'intervistato a sistema operativo...
Devo piantarla con questi test.
Eh sisi.. questa devo proprio passarvela...
Per chi almeno una volta s'è incantato di fronte alle forme di (almeno così si fa chiamare) Keyra Agustina, ecco una chicca niente male:
Per chi, invece, non la conoscesse... può farsi una cul...tura su http://big.supereva.com/Amateurs/Agustina/
Che Dio la benedica.
Ci sono attimi in cui i demoni ti assalgono,
s'impossessano della tua mente senza che tu possa reagire.
Resti appeso in un istante infinito,
visualizzando immagini di realtà parallele.
Quando ti riprendi non sei più lo stesso,
la tua realtà ti soffoca e ti appare insignificante.
Resti solo col desiderio che il giorno finisca
e l'amaro degli istanti mai vissuti
si mescola al terrore di quelli che non vorresti rivivere mai.
Per chi si stesse chiedendo che effetto faccia vivere in un acquario...
Liberate i vostri pesci rossi.
Ci siamo... un debole vagito nel frastuono, una piccola goccia nell'oceano, una scheggia di meteora nell'universo... una particella di sodio nell'acqua minerale: è il mio blog.
Era proprio necessario? Non lo so, personalmente non sentivo alcun bisogno di un blog. Non l'avrei mai aperto, se non si fossero verificate determinate circostanze con degli amici... e così, eccomi qui, a blaterare a ruota libera cose che non interessano a nessuno. Mi chiedo: esiste un motivo concreto per cui un individuo accetta di condividere i propri pensieri e le proprie esperienze con, almeno potenzialmente, il resto del mondo?... ma.. ma... wtf?!
Ma che diavolo avrà da urlare sta stronza di collega?! Uno cerca di pensare e lei grida tentando vanamente di spiegare (si, anche a gesti) a un altro collega, che francamente sembra più interessato alla marlboro rossa (morbida) che sta fumando avidamente (non lo biasimo), che davanti casa sua c'è stata una frana. Io cerco di pensare, di concentrarmi per scrivere qualcosa di carino, di decente per il mio blog e lei urla... e la sua voce stridula vibra nella mia mente come solo un gessetto nuovo di pacca su una lavagna sa fare.
Hah... giustamente. Laddove c'è qualcuno che discute ad alta voce, c'è la possibilità di organizzare un forum!! Ed ecco che un esercito di colleghi penetra nel mio ufficio urlando cose incomprensibili (per forma) e pressochè incoerenti fra loro (per contenuto) quali l'ultima partita della Juve, la crisi dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la fame nel mondo e la reperibilità dei modding chip per ps2 e xbox (google, a me!) e io qui, a cercare di scrivere... ora smatto.
...
Ancora... Sembrava stessero per smettere, ma il fancazzismo è duro a morire. Ecco, la cosa che più mi fa incazzare di questo schifo di ufficio è che puoi restare solo come un cane per delle ore, ma nel momento esatto in cui avrai bisogno di un attimo di tranquillità, di solitudine, è la fine: milioni di persone sentiranno il bisogno irrefrenabile di venirti a rompere i maroni.
Io lavoro qui da un paio d'anni come programmatore. Nel tempo sono riuscito a conquistare una postazione di relativa tranquillità, dove per tranquillità intendo il non avere una parete di vetro dietro le spalle: cosa, vi garantisco, molto fastidiosa. Tuttavia, tutto ha un prezzo. E il mio prezzo da pagare è stato quello di sistemarmi con la scrivania di fianco alla porta del bagno. Ora, tralasciando il problema che il bagno NON ha finestre, accettando il fatto che la gente adora venire a fare i propri "atti di sforzo" qui in ufficio, la cosa più assurda ed irritante è che, proprio quando serve un attimo di tranquillità, TUTTI sentono il bisogno di andare in bagno! La sequenza è questa: L'individuo entra nella stanza, deambula qualche secondo come a cercare l'ispirazione, impreca random contro tempo/lavoro/berlusconi e poi entra nel bagno. Il tempo medio di permanenza nel bagno si aggira intorno ai 20 secondi, ma può ridursi drasticamente se qualcuno è passato di li prima di lui, dopodiché il tizio esce, deambula ancora qualche secondo fissando il nulla e poi va via. Tutto questo continua all'infinito, tanto che all'improvviso comincio a prendere la sindrome da bidello, pensando cose come "questo qui è la quarta volta in mezzora che viene in bagno, mo lo piglio a mazzate!"... fino a quando io mi rompo e smetto di fare ciò che stavo facendo: tempo trenta secondi ed è calma.
Meno male che fra un pò cambiamo stabile.